Una villa del XVIII secolo
Nel cuore storico di Dormelletto (NO), sulle sponde del Lago Maggiore, sorge la nostra villa: non solo un Affittacamere, ma una dimora che ha attraversato secoli di storia, silenzio e trasformazioni per tornare oggi a essere un luogo di ospitalità autentica.
Le mura della villa affondano le radici nel XVIII secolo, rendendola una delle strutture più antiche e meglio conservate del borgo. Nasce come residenza signorile legata alla terra e ai frutti delle colline del Lago Maggiore. Sebbene Dormelletto sia oggi celebre nel mondo per i suoi allevamenti e per il mito di Ribot, il “cavallo del secolo”, tra le sue vie si nasconde una storia ancora più antica: un passato fatto di pregiata viticoltura, antichi saperi agricoli e un’accoglienza nata quando il borgo era tappa fondamentale e punto di ristoro per i viaggiatori del Lago Maggiore.
L’Ottocento: la famiglia Mussi e Il Gigante di Rovere… “il Torchio”
Tutto ha inizio a metà del XIX secolo. Quando la Famiglia Mussi fa installare nel suo cuore — esattamente nel 1859 — un monumentale torchio in rovere, l’unico di tutto il borgo.
In quegli anni la villa era il centro vitale di Dormelletto: i proprietari aprivano i cancelli, una volta all’anno, ai viticoltori locali per la spremitura delle uve. Un rito di condivisione che definisce ancora oggi la nostra idea di accoglienza.
In quegli stessi anni, la via era animata da un ospite illustre: Alessandro Antonelli, il geniale architetto della Mole di Torino e della Cupola di San Gaudenzio a Novara. Egli frequentava assiduamente la casa della madre, situata proprio di fronte alla nostra entrata, lasciando traccia del suo gusto nella solidità e nell’armonia delle mura circostanti.
Giuseppe Mussi (1836-1904), giovane avvocato e fervente patriota, diventerà poi Sindaco di Milano nel 1899 e sarà nominato Senatore del Regno.
L’Era dei Poeti e il Dono di Francesco
La villa sarà lasciata in eredità della famiglia Mussi al nipote, figlio della figlia Maria, Francesco Cazzamini Mussi (1888-1952). Francesco, illustre poeta e critico letterario, trasformò la villa in un punto di riferimento per l’élite intellettuale milanese in cerca di ispirazione sul lago Maggiore, ospitando esponenti del giornalismo e della letteratura lombarda dei primi del ‘900, amici e colleghi di Francesco.
“Ospitare è un’arte antica quanto questo legno: come il torchio estrae l’essenza dal frutto, così la nostra casa estrae la bellezza dal tempo.” – Francesco Cazzamini Mussi
Alla sua morte, con un gesto di estrema nobiltà, decise di lasciare la villa in eredità alla Chiesa, con l’intento esplicito che venisse donata alla comunità.
La Dimora del Parroco
Per decenni, la villa ha cambiato volto. Divenuta la residenza del parroco, la casa ha chiuso i suoi grandi cancelli al pubblico. Il fervore dei salotti letterari e il viavai della vendemmia hanno lasciato il posto a un lungo periodo di silenzio e meditazione. La villa è rimasta “ferma” nel tempo, preservando intatti i suoi affreschi e il suo antico torchio, ma cessando la sua storica funzione di accoglienza.
La Prima Rinascita (2015)
Il 2015 ha segnato il primo, grande ritorno alla luce. Dopo un attento restauro conservativo, la struttura ha aperto ufficialmente come affittacamere e B&B, restituendo finalmente alla comunità il desiderio di Francesco e della famiglia Mussi di accoglienza.
Tuttavia, dopo i primi anni di attività, a seguito di varie difficoltà, la casa finisce per essere affittata solo raramente (poche volte all’anno) a gruppi sporadici o turisti occasionali.
Oggi: Il Nuovo Vino dell'Esperienza
Finalmente, con un cambio di gestione e una cura profonda, Il Torchio è tornato a respirare a pieni polmoni. Abbiamo riaperto le porte agli ospiti di tutto il mondo con una missione precisa: onorare l’antica tradizione della vendemmia.
Un tempo qui si portava l’uva per farne vino; oggi, invitiamo i nostri ospiti a portare le proprie storie e il proprio vissuto, per ripartire con un “vino nuovo” fatto di esperienze, relax e giorni passati in questo meraviglioso affittacamere.
Il Torchio è tornato. La vostra storia inizia qui.
Le Nostre Camere: I Frutti del Torchio
In passato, tra queste mura si lavorava duramente per trasformare la fatica della terra in vino pregiato. Oggi, abbiamo voluto dedicare le nostre stanze ai frutti più dolci che un viaggio può regalare. Ogni camera è un invito a riscoprire un frutto, un sorso di quel “vino nuovo” che porterete a casa con voi: Amore, Speranza, Pazienza, Gioia, Pace e Fede.
